La Runa e la certificazione partecipata

11 maggio 2013

PER UNA PEDAGOGIA DELLA TERRA

 

 

Le organizzazioni

 

I soggetti proponenti – le associazioni L’isola che c’è (DES Como), DES VA e DES Brianza – operano su territori adiacenti con un riferimento comune ai valori della “Carta dei Criteri delle Reti di Economia Solidale”: sostenibilità ecologica e sociale, valorizzazione della dimensione locale e delle relazioni, partecipazione attiva e democratica ai processi economici e sociali. Con la finalità di costruire sistemi locali di relazione e di scambio basati su stili di produzione, di consumo e di vita sostenibili, solidali e di qualità, chiamati Distretti di economia solidale (DES). Collaborano al progetto anche le cooperative sociali Corto Circuito, integrata nel DES Como, e SCRET, formata da vari animatori di reti lombarde.
Le aree di intervento del progetto sono le provincie di Como, Varese e Monza-Brianza, dove la qualità delle pratiche e dei sistemi di relazione dei soggetti proponenti (DES) dimostrano la capacità di sostenere l’impatto complessivo di un progetto così ampio.

Il contesto

 

In un’area della Lombardia in cui la piccola agricoltura di qualità è marginalizzata da una urbanizzazione “inesorabile”, l’ambito che maggiormente ha consentito ai DES di costruire una proposta reale di cambiamento sociale ruota proprio intorno alle filiere corte e alla produzione di cibo di qualità. Questi percorsi rivelano come il fascino della “terra” innesca nelle persone una conversione tanto culturale quanto radicata nella vita quotidiana, aiutando ad interpretare ed affrontare la complessità “della società fluida” attraverso un vero percorso pedagogico.

Il progetto

 

Il progetto intende quindi agire per indurre un cambiamento reale verso una società più sostenibile e solidale, integrando e innovando le pratiche diffuse nei territori di riferimento attraverso:

– la costruzione di partenariati stabili traproduttori agricoli e consumatori (più noti come Community Supported Agriculture – CSA), in cui gruppi di consumatori si assumono preventivamente parte della responsabilità sulla produzione agricola, sulla sua qualità, sulla sua distribuzione assicurando la giusta remunerazione per chi l’ha prodotta;

– la sperimentazione di “sistemi di garanzia partecipata” (PGS – Participatory Guarantee Systems), pratiche di riconoscimento della qualità che generano credibilità a partire dalla partecipazione solidale di tutti gli attori interessati dai processi di produzione e consumo.

Queste pratiche vengono proposte come processi virtuosi sia pedagogici sia socio-economici, tesi a:

– Facilitare la costruzione di partenariati tra produttori agricoli e consumatori, per identificare modelli di costruzione di filiere agro-alimentari sostenibili e di qualità che valorizzino il protagonismo delle comunità locali e dell’agricoltura rurale locale.

– Progettare e sperimentare la costruzione di “sistemi di garanzia partecipata”, adattando le migliori esperienze diffuse in Europa e nel resto del mondo alle caratteristiche dei territori di riferimento, e valorizzando la ricchezza di relazioni e di esperienze che vi risiede.

– Sostenere la capacità di produzione e di scambio dei territori attraverso accordi di programmazione, patti di pre-acquisto, forme locali di piccola distribuzione.

– Sensibilizzare e educare le comunità ad un consumo di cibo sano fresco e locale attraverso le pratiche di agricoltura civica, utilizzando il cibo come elemento di connessione tra le questioni sociali, economiche e ambientali nei territori di intervento.